Italie Castellare du Castellina di S Niccolo 1981
Il 1981 I Sodi di San Niccolò è un vino rosso toscano legato alla denominazione Chianti, prodotto da Castellare di Castellina. Questa cuvée unisce l'85% di Sangiovese e il 15% di Malvasia Nera. Lanciato nel 1977, I Sodi di San Niccolò è la cuvée simbolo della tenuta e valorizza l'espressione di questi due vitigni autoctoni. Il suo nome evoca i terreni duri, un tempo lavorati a mano, e la chiesa di San Niccolò situata nella proprietà.
La bouteille proposée
- Formato
- Bottiglia (75cl)
- Imballaggio
- In blocco
- Stato dell'etichetta
- Perfetto
- Livello
- Perfetto
- Stato della capsula
- Perfetto
Identité du vin
- Couleur
- Rosso
- Pays
- Italie
- Région
- Toscane
- Appellation
- Chianti
- Producteur / Domaine
- Castellare du Castellina
- Cuvée
- I Sodi di San Niccolò
- Millésime
- 1981
Cépage et assemblage
- Varietà d'uva
- 85% Sangiovese, 15% Malvasia Nera
Castellare du Castellina
Castellare di Castellina è una tenuta del Chianti Classico costituita da Paolo Panerai a partire dalle proprietà Castellare, Caselle, San Niccolò e Le Case. I suoi 80 ettari comprendono 33 ettari di vigneti, impiantati in un anfiteatro naturale a circa 370 metri di altitudine. La tenuta predilige i vitigni autoctoni toscani, in particolare nel suo vino iconico I Sodi di S. Niccolò.
- Proprietario
- Paolo Panerai
- Maître de chais
- Luca Ballarin
- Superficie (ha)
- 80.00 ha
- Produzione (numero medio di bottiglie per annata)
- 240000
Histoire du domaine
Castellare di Castellina è nata negli anni '70 dall'unione, su iniziativa di Paolo Panerai, di quattro proprietà: Castellare, Caselle, San Niccolò e Le Case. La prima annata di I Sodi di S. Niccolò è stata imbottigliata nel 1977. La tenuta ha successivamente partecipato alla rinascita qualitativa del Chianti Classico associando il rispetto dei vitigni autoctoni alla ricerca enologica. In particolare, ha creato con l'Università di Milano sotto la guida del professor Attilio Scienza e con l'Università di Firenze il primo vigneto sperimentale del Chianti destinato alla selezione scientifica dei cloni di Sangioveto e Malvasia Nera. Un censimento delle vigne avviato nel 1979, integrato da microvinificazioni comparative, ha permesso di selezionare e poi riinnestare i cloni giudicati più qualitativi. Castellare ha anche introdotto l'affinamento in barrique in seguito agli studi e ai consigli di Émile Peynaud, pur conservando vasche di cemento su raccomandazione di Giacomo Tachis. Oggi Paolo Panerai rimane alla guida della proprietà. Alessandro Cellai dirige il team enologico del gruppo Domini Castellare di Castellina, mentre Luca Ballarin è il responsabile della cantina di Castellare sotto la sua direzione.
I Sodi di San Niccolò
I Sodi di S. Niccolò è il vino di punta di Castellare di Castellina e un Toscana IGT storicamente presentato come Supertuscan. Assembla principalmente Sangioveto e Malvasia Nera, provenienti dai migliori cru della tenuta, senza ricorrere a vitigni internazionali. Il suo primo imbottigliamento risale all'annata 1977.
- Origine del nome della cuvée
- Il nome unisce "sodi", termine usato dai contadini toscani per indicare i terreni duri e pietrosi difficili da lavorare, alla chiesa di San Niccolò del XIV secolo situata nella proprietà. Luigi Veronelli suggerì questo nome dopo aver degustato la prima annata.
- Anno di creazione della cuvée
- 1977
- Stile della cuvée
- Grande rosso toscano strutturato, complesso ed elegante, sostenuto dalla freschezza e dall'acidità del Sangioveto, con una forte propensione all'invecchiamento. La Malvasia Nera completa l'assemblaggio portando profondità e carattere aromatico.
- Posizionamento nella gamma
- Vino di punta e vertice storico della gamma di Castellare di Castellina.
Histoire de la cuvée
Concepito negli anni '70 come un grande vino toscano fondato esclusivamente su vitigni autoctoni, I Sodi di S. Niccolò fu prodotto per la prima volta nel 1977. Luigi Veronelli partecipò alla sua creazione e gli diede il nome in riferimento alla Vigna de’ Sodi e alla chiesa di San Niccolò. La cuvée si è poi affermata come il portabandiera di Castellare, in particolare grazie all'ingresso dell'annata 1985 nella prima Top 100 di Wine Spectator pubblicata nel 1988.