Château La Mission Haut Brion 1996 ELA


Lo Château La Mission Haut Brion 1996 è un vino rosso di Pessac-Léognan, a Bordeaux, prodotto da Château La Mission Haut Brion. Classificato come 1er Grand Cru Classé nel 1855 e di proprietà dei Domaines Clarence Dillon, assembla il 48% di Cabernet Sauvignon, il 45% di Merlot e il 7% di Cabernet Franc. The Wine Advocate gli assegna 88/100 e consiglia una degustazione tra il 2016 e il 2030; Jancis Robinson lo valuta 18/20, con una finestra dal 2005 al 2020. I critici descrivono un vino evoluto, dai tannini fini e dalla consistenza morbida, caratterizzato da un'espressione minerale.
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La bouteille proposée

Formato
Bottiglia (75cl)
Imballaggio
In blocco
Stato dell'etichetta
Leggermente danneggiato
Livello
Perfetto
Stato della capsula
Perfetto

Identité du vin

Couleur
Rosso
Pays
France
Région
Bordeaux
Appellation
Pessac Léognan
Millésime
1996

Cépage et assemblage

Varietà d'uva
48% Cabernet Sauvignon, 45% Merlot, 7% Cabernet Franc
Domaine

Château La Mission Haut Brion

Château La Mission Haut-Brion è un Cru Classé delle Graves situato a Talence, nella denominazione Pessac-Léognan, di fronte allo Château Haut-Brion. Il suo vigneto di 29,18 ettari, suddiviso tra vitigni rossi e bianchi, è gestito dal Domaine Clarence Dillon dal 1983. La tenuta prende il nome dalla Congregazione della Missione, o Lazaristi, che ne ha curato l’amministrazione a partire dal XVII secolo.

Proprietario
Domaine Clarence Dillon (famille Dillon)
Maître de chais
Florence Forgas
Superficie (ha)
29.18 ha
Produzione (numero medio di bottiglie per annata)
environ 60 000 à 70 000 bouteilles/an (grand vin rouge)

Histoire du domaine

La storia di La Mission Haut-Brion risale al XVI secolo: Arnaut de Lestonnac è identificato come il primo proprietario della tenuta nel 1540. Nel 1664, Madame de Lestonnac lasciò in eredità la proprietà ai sacerdoti lazaristi della Congregazione della Missione, da cui la tenuta prese il nome. Questi ultimi svilupparono il vigneto e fecero costruire la cappella di Notre-Dame d’Aubrion alla fine del XVII secolo. Confiscata durante la Rivoluzione francese, la tenuta viene venduta come bene nazionale nel 1792 all’uomo d’affari bordolese Martial-Victor Vaillant. Viene acquisita nel 1821 da Célestin Coudrin-Chiapella, la cui famiglia, proveniente dalla Louisiana, ne prosegue lo sviluppo nel XIX secolo. I vini del castello ottennero una medaglia d’oro all’Esposizione Universale di Londra del 1862. Frédéric Woltner acquistò la proprietà nel 1919; suo figlio Henri ne assunse poi la direzione fino alla sua morte, avvenuta nel 1974, prima che Francis Dewavrin prendesse il testimone. Nel 1983 la tenuta Clarence Dillon acquisisse lo Château La Mission Haut-Brion, insieme alle proprietà associate Laville Haut-Brion e La Tour Haut-Brion. Il vigneto di La Tour Haut-Brion viene integrato in quello di La Mission a partire dall’annata 2006, mentre il vino di Laville Haut-Brion viene ribattezzato Château La Mission Haut-Brion Blanc a partire dall’annata 2009. La tenuta appartiene oggi al Domaine Clarence Dillon; Florence Forgas vi ricopre il ruolo di responsabile della cantina affiancando il direttore tecnico Jean-Philippe Masclef.

Critiques professionnelles

Notes & cotations

The Wine Advocate 88/100
Recensito da
Neal Martin
Pubblicato il
Finestra di beva
2016 - 2030

Degustato presso lo châteaux, il La Mission Haut-Brion del 1996 non trasmette al naso quella sensazione di “sicurezza” che emanano, ad esempio, lo Château Margaux o lo Château Lafite-Rothschild. Si avverte un’influenza asiatica piuttosto marcata e, a 20 anni di età, emerge quel caratteristico accento simile alla soia che permea i frutti rossi e neri: prugne rosse e un tocco di fiori d’arancio. C’è qualcosa di pacato negli aromi, forse un po’ troppo rilassato nella sua comoda poltrona. Al palato è leggermente migliore rispetto al naso, con tannini fini, anche se si avverte ancora una certa durezza, un po’ statica. Si tratta di un La Mission Haut-Brion decisamente solido e conservatore, a cui manca certamente la profondità e la densità dei migliori 1986, in parte perché nella miscela c’è più Merlot (61% contro il 39% di Cabernet Sauvignon). C’è qualcosa di… anacronistico in questo La Mission, un’annata che, a mio avviso, è stata superata da molte altre create da Jean-Bernard o Jean-Philippe Delmas. Da archiviare insieme allo Cheval Blanc del 1996 tra i vini che “avrebbero potuto fare di meglio”. Degustato nel luglio 2016.

Jancis Robinson 18/20
Recensito da
Jancis Robinson
Pubblicato il
Finestra di beva
2005 - 2020

61% Merlot, 39% Cabernet Sauvignon. Sembra molto più evoluto rispetto al Bahans 1996. Ottima spigolosità ed evoluzione. Qualche sentore di gusci di ostriche: al naso si percepisce sicuramente qualcosa di spigoloso e marino. Al palato è pienamente evoluto. Texture deliziosa e melliflua. Semplicemente splendido ora, con il frutto pienamente aperto e i tannini in ritirata. Una nota minerale. Non particolarmente lungo o potente, ma al suo apice. Così pulito e salutare.

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