Château Haut Bailly 2014


Château Haut-Bailly 2014 è un vino rosso di Pessac-Léognan, a Bordeaux, prodotto da Château Haut-Bailly e classificato come Cru Classé de Graves. Il suo assemblaggio unisce il 65% di Cabernet Sauvignon, il 25% di Merlot e il 10% di Petit Verdot. The Wine Advocate gli assegna 94/100 e consiglia di berlo dal 2020 al 2045; Jancis Robinson lo valuta 16/20, con una finestra di consumo dal 2025 al 2029, mentre James Suckling gli riconosce 95/100. La critica descrive un vino preciso e armonioso, caratterizzato da aromi di frutta nera e ciliegia, sostenuti da una vivace acidità, tannini eleganti e un finale lungo.
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La bouteille proposée

Formato
Bottiglia (75cl)
Imballaggio
Custodia originale in legno da 12 pezzi
Stato dell'etichetta
Perfetto
Livello
Perfetto
Stato della capsula
Perfetto

Identité du vin

Couleur
Rosso
Pays
France
Région
Bordeaux
Appellation
Pessac Léognan
Producteur / Domaine
Château Haut Bailly
Millésime
2014

Cépage et assemblage

Varietà d'uva
65% Cabernet Sauvignon, 25% Merlot, 10% Petit Verdot
Domaine

Château Haut Bailly

Lo Château Haut-Bailly è un cru classé delle Graves situato a Léognan, nella denominazione Pessac-Léognan. Il suo vigneto di 30 ettari, in un unico appezzamento, si estende su un’altura ghiaiosa e conserva quattro ettari di viti centenarie. Acquistata da Robert G. Wilmers nel 1998, la tenuta appartiene oggi alla famiglia Wilmers; Véronique Sanders ne assicura la direzione generale e Gabriel Vialard la direzione tecnica.

Proprietario
Famille Wilmers
Maître de chais
Gabriel Vialard
Superficie (ha)
30.00 ha
Produzione (numero medio di bottiglie per annata)
environ 10 000 caisses/an

Histoire du domaine

La coltivazione della vite è attestata fin dal 1461 nella località denominata Pujau, sulla collina di Haut-Bailly. Il vigneto moderno prese forma nel XVII secolo sotto l’impulso di Firmin Le Bailly e Nicolas de Leuvarde, i quali ne stabilirono i confini e gli conferirono una dimensione commerciale a partire dal 1630. Nel XVIII secolo, la proprietà passò a Christophe Lafaurie de Monbadon, poi a suo figlio Laurent, sindaco di Bordeaux nel 1805. Alcide Bellot des Minières acquisì la tenuta nel 1872 e contribuì in modo determinante alla sua fama alla fine del XIX secolo. In particolare, nel 1905 fece piantare un appezzamento che combinava diversi vitigni, di cui oggi rimangono quattro ettari di vigneti centenari. La tenuta viene venduta a Frantz Malvesin nel 1918, per poi attraversare un periodo di declino legato alla crisi economica e alle due guerre mondiali. Daniel Sanders rileva Haut-Bailly nel 1955, rilancia il vigneto insieme al figlio Jean e crea un secondo vino nel 1967, seguito da un terzo nel 1987. Robert G. Wilmers acquista il castello nel 1998 e affida la direzione generale a Véronique Sanders nel 2000. Dopo la scomparsa di Robert Wilmers nel dicembre 2017, la sua famiglia ha mantenuto la proprietà; una nuova cantina, inaugurata alla fine del 2020, ospita l’affinamento dei vini dal 2021. Gabriel Vialard è direttore tecnico e responsabile diretto della vinificazione.

Critiques professionnelles

Notes & cotations

The Wine Advocate 94/100
Recensito da
Neal Martin
Pubblicato il
Finestra di beva
2020-2045

L’Haut Bailly 2014 presenta un bouquet affascinante e piuttosto intenso, con sentori stratificati di mora, coulis di lamponi, oliva nera e catrame sciolto che si sprigionano dal bicchiere. Al palato è di medio corpo, con tannini morbidi e un’acidità ben dosata; armonioso e concentrato, presenta una densità e una precisione superbe nel finale. Si tratta di un vino di grande classe che, insieme al Domaine de Chevalier, rappresenta uno dei migliori esempi della denominazione in questa annata.

James Suckling 95/100
Pubblicato il

Un vino moderno e di ottima fattura, con note di ciliegia matura e cassis, ma con un sentore di rovere piuttosto discreto. Il frutto brillante e l’acidità vivace bilanciano molto bene i tannini moderatamente secchi, e il finale è lungo e piuttosto complesso. Compatto. Ha bisogno di tempo per aprirsi. Splendido.

Jancis Robinson 16/20
Recensito da
Julia Harding MW
Pubblicato il
Finestra di beva
2025 - 2029

Degustato alla cieca. Colore granato intenso. Aperto e profumato, con note erbacee di sottobosco e di cassis. Si avvertono anche sentori di cedro. Tannini eleganti, con una quantità di frutto al centro del palato appena sufficiente a bilanciare l’acidità. Nel complesso un po’ magro, ma i tannini sono davvero ben integrati.

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