Château Haut Bailly 2009


Château Haut Bailly 2009 è un vino rosso della denominazione Pessac-Léognan, a Bordeaux, prodotto da Château Haut Bailly. Classificato come Cru Classé de Graves, unisce il 65% di Cabernet Sauvignon, il 25% di Merlot e il 10% di Petit Verdot. The Wine Advocate gli assegna 97/100, James Suckling 97/100 e Jancis Robinson 17/20. I critici descrivono un vino denso e strutturato, sostenuto da ampi frutti neri, una trama terrosa e una consistenza vellutata dai tannini sodi. The Wine Advocate ne consiglia il consumo dal 2019 al 2044, mentre Jancis Robinson indica una finestra dal 2020 al 2035.
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La bouteille proposée

Formato
Bottiglia (75cl)
Imballaggio
Custodia originale in legno da 6 pezzi
Stato dell'etichetta
Perfetto
Livello
Perfetto
Stato della capsula
Perfetto

Identité du vin

Couleur
Rosso
Pays
France
Région
Bordeaux
Appellation
Pessac Léognan
Producteur / Domaine
Château Haut Bailly
Millésime
2009

Cépage et assemblage

Varietà d'uva
65% Cabernet Sauvignon, 25% Merlot, 10% Petit Verdot
Domaine

Château Haut Bailly

Lo Château Haut-Bailly è un cru classé delle Graves situato a Léognan, nella denominazione Pessac-Léognan. Il suo vigneto di 30 ettari, in un unico appezzamento, si estende su un’altura ghiaiosa e conserva quattro ettari di viti centenarie. Acquistata da Robert G. Wilmers nel 1998, la tenuta appartiene oggi alla famiglia Wilmers; Véronique Sanders ne assicura la direzione generale e Gabriel Vialard la direzione tecnica.

Proprietario
Famille Wilmers
Maître de chais
Gabriel Vialard
Superficie (ha)
30.00 ha
Produzione (numero medio di bottiglie per annata)
environ 10 000 caisses/an

Histoire du domaine

La coltivazione della vite è attestata fin dal 1461 nella località denominata Pujau, sulla collina di Haut-Bailly. Il vigneto moderno prese forma nel XVII secolo sotto l’impulso di Firmin Le Bailly e Nicolas de Leuvarde, i quali ne stabilirono i confini e gli conferirono una dimensione commerciale a partire dal 1630. Nel XVIII secolo, la proprietà passò a Christophe Lafaurie de Monbadon, poi a suo figlio Laurent, sindaco di Bordeaux nel 1805. Alcide Bellot des Minières acquisì la tenuta nel 1872 e contribuì in modo determinante alla sua fama alla fine del XIX secolo. In particolare, nel 1905 fece piantare un appezzamento che combinava diversi vitigni, di cui oggi rimangono quattro ettari di vigneti centenari. La tenuta viene venduta a Frantz Malvesin nel 1918, per poi attraversare un periodo di declino legato alla crisi economica e alle due guerre mondiali. Daniel Sanders rileva Haut-Bailly nel 1955, rilancia il vigneto insieme al figlio Jean e crea un secondo vino nel 1967, seguito da un terzo nel 1987. Robert G. Wilmers acquista il castello nel 1998 e affida la direzione generale a Véronique Sanders nel 2000. Dopo la scomparsa di Robert Wilmers nel dicembre 2017, la sua famiglia ha mantenuto la proprietà; una nuova cantina, inaugurata alla fine del 2020, ospita l’affinamento dei vini dal 2021. Gabriel Vialard è direttore tecnico e responsabile diretto della vinificazione.

Critiques professionnelles

Notes & cotations

The Wine Advocate 97/100
Recensito da
Lisa Perrotti-Brown
Pubblicato il
Finestra di beva
2019 - 2044

Di colore granato da medio a intenso, l’Haut-Bailly 2009 parte subito alla grande con audaci sentori di confettura di frutta nera, amarene, mirtilli cotti al forno e terra smossa, con sfumature di erbe aromatiche soffritte, carne alla brace e un sentore ferroso, oltre a un tocco di mentolo. Di corpo da medio a pieno, al palato si presenta teso, con una consistenza soda e granulosa e una linea vivace che esalta il cuore di frutta muscolosa, per un finale lungo e terroso.

James Suckling 97/100
Pubblicato il
Finestra di beva
2018

Aromi di more, terra bagnata e funghi, che si protraggono in un vino corposo, con un solido nucleo fruttato. Vellutato e delizioso, ma meravigliosamente strutturato. Un vino muscoloso. Il migliore di sempre? Da provare nel 2018.

Jancis Robinson 17/20
Recensito da
Jancis Robinson
Pubblicato il
Finestra di beva
2020 - 2035

Colore cremisi medio. Attacco sapido. Denso. In netto contrasto con il Domaine de Chevalier 2009 degustato immediatamente prima, di cui manca la freschezza, ma certamente ben equilibrato e un ottimo rappresentante dei Bordeaux del 2009.

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