Rayas Chateauneuf du Pape Rouge 1997


Lo Château Rayas Châteauneuf-du-Pape Rouge 1997 è un vino rosso dell'appellazione Châteauneuf-du-Pape, prodotto da Emmanuel Reynaud. Il suo assemblaggio si basa sul 98% di Grenache, completato dal 2% di altri vitigni. The Wine Advocate gli assegna 89/100 e consigliava una degustazione tra il 2003 e il 2011. La pubblicazione descrive un vino di corpo medio-pieno, più intenso di quanto il suo colore chiaro suggerisca, caratterizzato da ciliegia nera, liquirizia, resina e tabaco.
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La bouteille proposée

Formato
Bottiglia (75cl)
Imballaggio
In blocco
Stato dell'etichetta
Perfetto
Livello
Perfetto
Stato della capsula
Perfetto

Identité du vin

Couleur
Rosso
Pays
France
Région
Rhone
Producteur / Domaine
Emmanuel Reynaud
Millésime
1997

Cépage et assemblage

Varietà d'uva
98% Grenache
Domaine

Emmanuel Reynaud

Emmanuel Reynaud ha diretto il gruppo familiare costituito da Château Rayas a Châteauneuf-du-Pape, Château de Fonsalette a Lagarde-Paréol e Château des Tours a Sarrians. Queste tenute della Valle del Rodano producono in particolare vini di Châteauneuf-du-Pape, Côtes-du-Rhône, Vacqueyras e IGP Vaucluse. Dalla scomparsa di Emmanuel Reynaud, avvenuta nel novembre 2025, la continuità dell’attività è assicurata dai suoi figli Benoît e Louis-Damien Reynaud.

Proprietario
Famille Reynaud
Superficie (ha)
2 ha
Produzione (numero medio di bottiglie per annata)
7000

Histoire du domaine

Le origini di questa storia risalgono al 1880, quando Albert Reynaud, notaio della regione di Avignone, acquistò una tenuta dedita alla policoltura nella località di Rayas, a Châteauneuf-du-Pape. Suo figlio Louis Reynaud gli succedette nel 1920, ampliò la superficie vitata e iniziò l’imbottigliamento dei vini direttamente nella tenuta. Louis acquistò la tenuta des Tours a Sarrians nel 1935, poi lo château di Fonsalette a Lagarde-Paréol nel 1945. Alla morte di Louis, nel 1978, Jacques Reynaud assume la direzione di Rayas e di Fonsalette, mentre suo fratello Bertrand mantiene la tenuta des Tours. Emmanuel Reynaud, figlio di Bertrand, era già alla guida dello Château des Tours quando rilevò Rayas e Fonsalette dopo la scomparsa dello zio Jacques nel 1997. Riunì così sotto un’unica direzione le diverse tenute di famiglia e le relative etichette, tra cui Château Rayas, Pignan, Château de Fonsalette, La Pialade, Château des Tours e Domaine des Tours. Emmanuel Reynaud è deceduto nel novembre 2025. Benoît Reynaud è presidente della società Château Rayas dal febbraio 2026 e Louis-Damien Reynaud ne è il direttore generale; le fonti consultate confermano il loro coinvolgimento nel passaggio generazionale, ma non consentono di attribuire con certezza la responsabilità esclusiva della vinificazione dell’intero portafoglio a uno o all’altro.

Critiques professionnelles

Notes & cotations

The Wine Advocate 89/100
Recensito da
Robert M. Parker, Jr.
Pubblicato il
Finestra di beva
2003-2011

Questo vino dallo stile più leggero appare diluito in termini di colore, ma possiede sorprendenti note di amarena dolce intrecciate a sentori di resina, liquirizia e tabacco. Si tratta di uno Châteauneuf dal corpo medio-pieno, con un sapore e un’intensità ben superiori a quanto suggeriscano i suoi colori piuttosto chiari. Il vino va consumato entro i prossimi 5-8 anni. Importatori: Alain Junguenet, Wines of France, Mountainside, NJ; tel. (908) 654-6173 e Martine’s Wines, Novato, CA; tel. (415) 883-0400

Jancis Robinson 18/20
Recensito da
Jancis Robinson
Pubblicato il
Finestra di beva
2010 - 2028

Un punto interrogativo aleggia su questo delizioso vino, come il Nerthe bianco del 2002, generosamente donato da Michael e Marie-Thérèse Dobbs-Higginson dalla loro cantina non lontana da La Verrière. La bottiglia di Rayas aveva perso la sua caratteristica etichetta triangolare sul collo con l’indicazione dell’annata e, non essendo presente al momento dell’apertura, non posso essere sicuro al 100% che si trattasse del 1997 come suggerito da Michael. Il gusto era sicuramente quello di un vino pienamente maturo e non mi sorprenderebbe se risultasse più vecchio. Colore rosso ruggine intenso. Profumo pungente, ricco, di grande persistenza. Sì, c’era molta dolcezza – e note selvatiche – ma il finale ha davvero dato una sferzata di energia, mantenendo l’intera esperienza rinfrescante. Ammirevole.

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