Château Petrus 1971 ME


Château Pétrus 1971 è un vino rosso di Pomerol, a Bordeaux, prodotto da Pétrus. Riunisce il 95% di merlot e il 5% di cabernet franc. The Wine Advocate gli assegna 95/100 e lo descrive come un Pétrus opulento, setoso e ampio, dai tannini fusi, con note di frutta candita, mocha, kirsch e cassis; la finestra di degustazione indicata andava dal 2003 al 2011. Jancis Robinson lo valuta 20/20 e gli attribuisce grande ricchezza, freschezza e una persistenza notevole, con una finestra di degustazione dal 1985 al 2025.
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La bouteille proposée

Formato
Bottiglia (75cl)
Imballaggio
In blocco
Stato dell'etichetta
Perfetto
Livello
Mid Shoulder
Stato della capsula
Perfetto

Identité du vin

Couleur
Rosso
Pays
France
Région
Bordeaux
Appellation
Pomerol
Producteur / Domaine
Pétrus
Millésime
1971

Cépage et assemblage

Varietà d'uva
95% Merlot, 5% Cabernet Franc
Domaine

Pétrus

Petrus è una tenuta vinicola di Pomerol, situata sull’altopiano della denominazione, nei pressi di Libourne. Il suo vigneto, che si estende su circa 11,4 ettari, è costituito prevalentemente da merlot su terreni argillosi profondi. La proprietà appartiene oggi alla famiglia Moueix, con una partecipazione di minoranza di Alejandro Santo Domingo, e la vinificazione è diretta da Olivier Berrouet.

Proprietario
Famille Moueix (80 %) et Alejandro Santo Domingo (20 %), via le groupe familial Videlot
Maître de chais
Olivier Berrouet
Superficie (ha)
11.40 ha
Produzione (numero medio di bottiglie per annata)
environ 30 000 bouteilles/an

Histoire du domaine

Negli archivi di Pomerol, già nel 1746 si fa menzione di appezzamenti corrispondenti al futuro Petrus, mentre il nome Petrus compare alla fine del XVIII secolo. La famiglia Arnaud è proprietaria della tenuta a partire dal 1770. Il vino viene citato da un commerciante di Bordeaux nel 1837 e riceve medaglie d’oro alle Esposizioni Universali di Parigi del 1878 e del 1889. Nel 1925, Edmonde Loubat acquista una parte della tenuta, che all’epoca si estendeva su circa 7 ettari, per poi assumerne progressivamente il controllo. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, affida la commercializzazione del vino a Jean-Pierre Moueix. In seguito alla scomparsa di Edmonde Loubat nel 1961, Jean-Pierre Moueix aumentò progressivamente la propria quota di partecipazione, diventando l’unico proprietario nel 1969. Nello stesso periodo si assiste all’ampliamento del vigneto grazie all’acquisizione di appezzamenti provenienti dal vicino Château Gazin, portando la sua superficie a circa 11,4-11,5 ettari. Jean-Claude Berrouet si occupa della vinificazione a partire dal 1964 per oltre quattro decenni. Dopo la scomparsa di Jean-Pierre Moueix nel 2003, suo figlio Jean-François Moueix eredita Petrus e ne assume la gestione a partire dal 2009. Olivier Berrouet, figlio di Jean-Claude, ha assunto la responsabilità del vigneto e della vinificazione a partire dall’annata 2008. La famiglia Moueix detiene oggi l’80% del capitale, mentre il restante 20% è di proprietà di Alejandro Santo Domingo.

Critiques professionnelles

Notes & cotations

The Wine Advocate 95/100
Recensito da
Robert M. Parker, Jr.
Pubblicato il
Finestra di beva
2003 - 2011

Questo vino sembra aver raggiunto la piena maturità già dalla metà-fine degli anni Settanta. Si tratta di un’annata seducente e opulenta per Petrus. Il colore è ora un granato scuro con notevoli riflessi ambrati sul bordo. All’incredibile profumo di panettone natalizio, intrecciato a note di moka, kirsch sciropposo e ribes nero, fa seguito un vino dalla consistenza setosa, corposo e molto opulento, che si presenta ancora perfettamente integro. I tannini si sono completamente attenuati e il vino si presenta come un Petrus untuoso e seducente, sicuramente una delle annate più deliziose e avvincenti. Un vino sensazionale e probabilmente il migliore dell’annata. Maturità prevista: da ora al 2011. Ultima degustazione: 11/02.

Jancis Robinson 20/20
Recensito da
Jancis Robinson
Pubblicato il
Finestra di beva
1985 - 2025

Questo mostro ricco e fresco era favoloso. La mia unica critica è che servirlo come dodicesimo vino in una degustazione a cena non ci ha permesso di goderne appieno quando le nostre papille gustative erano al massimo della freschezza. Aveva quella vitalità, quella linfa e quel sapore che mancavano al 1975, per quanto glorioso fosse. Penso che questo vino possa durare all’infinito. Sicuramente il miglior 1971 conosciuto da chiunque beva vino? O da chiunque beva vino, donna o uomo che sia. (Anche se vedo di avere una nota altrettanto entusiasta su una bottiglia di Ch. Latour del 1971 che mi è capitata per caso, grazie a un colpo di fortuna smisurato...)

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