Château D Armailhac 1996 Magnum (150cl)


Lo Château d’Armailhac 1996 è un vino rosso di Pauillac, a Bordeaux, classificato Cinquième Grand Cru Classé nel 1855 e prodotto da Château d’Armailhac. Il suo assemblaggio unisce 57% cabernet sauvignon, 23% merlot, 18% cabernet franc e 2% petit verdot. The Wine Advocate gli assegna 89/100 e ne raccomanda il consumo dal 2018 al 2032; Jancis Robinson lo valuta 17,5/20, con una finestra di degustazione dal 2006 al 2029. I critici descrivono un vino giunto a maturazione, con note di frutta nera, spezie, violetta e liquirizia, sostenuto da un'acidità ferma, tannini fini e un finale lungo.
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La bouteille proposée

Formato
Magnum (150cl)
Imballaggio
Scatola di legno individuale
Stato dell'etichetta
Perfetto
Livello
Perfetto
Stato della capsula
Perfetto

Identité du vin

Couleur
Rosso
Pays
France
Région
Bordeaux
Appellation
Pauillac
Producteur / Domaine
Château D'Armailhac
Millésime
1996

Cépage et assemblage

Varietà d'uva
57% Cabernet Sauvignon, 23% Merlot, 18% Cabernet Franc, 2% Petit Verdot
Domaine

Château D'Armailhac

Château d’Armailhac è un quinto cru classé del 1855 situato a Pauillac, nel Médoc. Il suo vigneto, contiguo a Château Mouton Rothschild, si estende su oltre 80 ettari distribuiti su quattro collinette ghiaose. La proprietà appartiene al ramo Mouton della famiglia Rothschild, rappresentato da Camille e Philippe Sereys de Rothschild, nonché da Julien de Beaumarchais de Rothschild.

Proprietario
Camille Sereys de Rothschild, Philippe Sereys de Rothschild et Julien de Beaumarchais de Rothschild
Maître de chais
Cédric Marc
Superficie (ha)
80.00 ha
Produzione (numero medio di bottiglie per annata)
environ 18 000 caisses/an

Histoire du domaine

Le prime testimonianze relative al vigneto risalgono al XIV secolo, quando i terreni facevano parte della signoria di Mouton. Nel 1660, a seguito di una successione, la proprietà divenne una tenuta autonoma di proprietà della famiglia d’Armailhacq, che le diede il proprio nome e la conservò per sette generazioni. A metà del XIX secolo, Armand d’Armailhacq contribuisce all’evoluzione della viticoltura del Médoc e nel 1855 pubblica un trattato dedicato alla coltivazione della vite e alla vinificazione nel Médoc. Nello stesso anno, lo châteaux, allora denominato Mouton d’Armailhacq, viene classificato come quinto cru nella classifica dei vini del Médoc e di Sauternes. Alla fine del XIX secolo, il conte Adrien de Ferrand eredita la proprietà, prosegue i lavori viticoli e fa ricostruire la cantina di fermentazione e gli annessi. Il barone Philippe de Rothschild acquisisce la tenuta nel 1933. A partire dall’annata 1934, assume il nome di Château Mouton Baron Philippe, poi quello di Château Mouton Baronne Philippe a partire dal 1975. La baronessa Philippine de Rothschild ripristina il nome di Château d’Armailhac nel 1989. Dal 2021, la tenuta dispone di una nuova cantina di vinificazione e di una nuova cantina di invecchiamento; le vinificazioni sono condotte da Cédric Marc, maestro cantiniere, all’interno di un team coordinato, per quanto riguarda le proprietà di Pauillac, da Jean-Emmanuel Danjoy.

Critiques professionnelles

Notes & cotations

The Wine Advocate 89/100
Recensito da
Neal Martin
Pubblicato il
Finestra di beva
2018 - 2032

Il d'Armailhac del 1996 presenta un profumo pienamente maturo, con note di prugna scura, rovo, chiodi di garofano e un aroma di violetta piuttosto intenso. Al palato è leggermente aggressivo all'attacco, con tannini gessosi. L’acidità è piuttosto marcata, il vino risulta deciso in bocca, di carattere mascolino per essere un d’Armailhac, con meno corposità rispetto ad altre annate, sebbene presenti una discreta freschezza e speziatura sul finale. Si può bere già ora, ma consiglierei di lasciarlo riposare altri 3-4 anni affinché esprima appieno il suo potenziale. Degustato nel luglio 2016.

James Suckling 90/100
Pubblicato il

Si tratta di un eccellente 1996 con sentori di liquirizia, spezie, frutta, noce moscata e ribes. Ha un corpo da medio a pieno, con tannini molto fini e un finale lungo e setoso. È davvero ottimo da bere. Da bere subito.

Jancis Robinson 17.5/20
Recensito da
Jancis Robinson
Pubblicato il
Finestra di beva
2006 - 2029

Bottiglia piena: 1.299 g. Colore rubino trasparente con bordi chiari. Profumo molto gradevole. Attacco leggermente polveroso, ma questa bottiglia risulta più ricca e fruttata rispetto alla bottiglia di Clerc Milon 1996 servita in abbinamento. Retrogusto straordinariamente lungo. La migliore bottiglia di questo vino che io ricordi di aver degustato.

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