Château Bastor Lamontagne 1962 Bouteille (75cl) ELA
Il Château Bastor Lamontagne 1962 è un vino bianco liquoroso dell'appellation Sauternes, a Bordeaux, prodotto da Château Bastor Lamontagne. Assembla 80% di Sémillon e 20% di Sauvignon Blanc. La tenuta si trova a Preignac, nel cuore del Sauternais, sulla seconda terrazza della Garonna. Il suo vigneto, situato prevalentemente su terreni ghiaioso-sabbiosi, beneficia dell'influenza del Ciron, favorevole allo sviluppo autunnale della Botrytis cinerea.
La bouteille proposée
- Formato
- Bottiglia (75cl)
- Imballaggio
- In blocco
- Stato dell'etichetta
- Leggermente danneggiato
- Livello
- Perfetto
- Stato della capsula
- Perfetto
Identité du vin
Cépage et assemblage
- Varietà d'uva
- 80% Sémillon, 20% Sauvignon Blanc
Château Bastor Lamontagne
Lo Château Bastor-Lamontagne è una tenuta di Sauternes situata a Preignac, nella Gironda. Il suo vigneto di 53 ettari, coltivato con metodi biologici dal 2016, sorge su terreni sabbiosi-ghiaiosi e argilloso-calcarei. La tenuta, le cui origini documentate risalgono almeno al XV secolo, appartiene alla famiglia Helfrich dal 2018.
- Proprietario
- Famille Helfrich
- Maître de chais
- Pietro Pastore
- Superficie (ha)
- 53.00 ha
- Produzione (numero medio di bottiglie per annata)
- 40 000 à 70 000 bouteilles/an
Histoire du domaine
La tenuta di Bastore, antica proprietà reale, è documentata fin dal 1453. Il 3 luglio 1711 fu ceduta a Vincent de La Montaigne, consigliere presso il Parlamento di Bordeaux; il nome della sua famiglia fu successivamente aggiunto a quello di Bastore. Dopo diverse successioni all’interno della famiglia de Lamontagne, la proprietà fu venduta nel 1809 ad Anne Senhil, moglie del commerciante Jean-Baptiste Guilhou. Nel 1827 passò a Mirian Salzedo, vedova Fonsèque. Nel 1838, Joseph Eugène Larrieu, proprietario anche del castello di Haut-Brion, acquisisce la tenuta e la amplia progressivamente; la viticoltura vi diventa l’attività principale. Suo figlio Amédée Larrieu gli succedette nel 1859 e amministrò Bastore fino alla sua morte, avvenuta nel 1873. Il castello viene venduto al Crédit Foncier de France nel 1936, poi il gruppo BPCE lo cede alle famiglie Moulin-Houzé e Cathiard nel 2014. Passata all’agricoltura biologica a partire dall’annata 2016, la tenuta è stata acquisita dalla famiglia Helfrich nel novembre 2018. Pietro Pastore, responsabile tecnico ed enologo della tenuta, supervisiona oggi le operazioni viticole e le vinificazioni.