Château Lafite Rothschild 2002


Lo Château Lafite Rothschild 2002 è un vino rosso di Pauillac, a Bordeaux, prodotto da Château Lafite Rothschild, 1er Grand Cru Classé nel 1855. Unisce il 70% di cabernet sauvignon, il 25% di merlot, il 3% di cabernet franc e il 2% di petit verdot. The Wine Advocate gli assegna 94/100 e Jancis Robinson 17/20. I critici evocano uno stile elegante e sfumato, sostenuto da frutti neri, grafite e una trama tannica percepibile. Finestre di degustazione indicate: 2008-2025 da The Wine Advocate e 2020-2035 da Jancis Robinson.
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La bouteille proposée

Formato
Bottiglia (75cl)
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In blocco
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Perfetto
Livello
Perfetto
Stato della capsula
Perfetto

Identité du vin

Couleur
Rosso
Pays
France
Région
Bordeaux
Appellation
Pauillac
Producteur / Domaine
Château Lafite Rothschild
Millésime
2002

Cépage et assemblage

Varietà d'uva
70% Cabernet Sauvignon, 25% Merlot, 3% Cabernet Franc, 2% Petit Verdot
Domaine

Château Lafite Rothschild

Château Lafite Rothschild è una tenuta vinicola di Pauillac, classificata Premier Grand Cru nel 1855. Il suo vigneto di 112 ettari si estende tra i pendii che circondano il castello, l’altopiano delle Carruades e un appezzamento situato a Saint-Estèphe. Acquistata nel 1868 dal barone James de Rothschild, appartiene tuttora alla famiglia Rothschild nell’ambito dei Domaines Barons de Rothschild (Lafite).

Proprietario
Famille Rothschild, via Domaines Barons de Rothschild (Lafite)
Maître de chais
Eric Kohler, directeur technique
Superficie (ha)
112.00 ha
Produzione (numero medio di bottiglie per annata)
210000

Histoire du domaine

Il sito di Lafite è citato come produttore di vino già dal 1234. La tenuta è situata su un promontorio ghiaioso di Pauillac, il cui nome deriverebbe da «La Hite», termine guascone che indica un’altura. Nel 1855, lo Château Lafite viene inserito tra i Premiers Grands Crus nella classificazione dei vini del Médoc. Il barone James de Rothschild acquista la proprietà nel 1868. Lo château assume allora il nome di Château Lafite Rothschild. Da allora, i discendenti di James de Rothschild hanno garantito la continuità della proprietà attraverso diverse generazioni. Saskia de Rothschild, appartenente alla sesta generazione, presiede oggi i Domaines Barons de Rothschild (Lafite). La direzione tecnica di Château Lafite Rothschild è affidata a Eric Kohler, che ricopre anche il ruolo di direttore tecnico di Château Duhart-Milon.

Critiques professionnelles

Notes & cotations

The Wine Advocate 07_05_2025/100
Recensito da
Robert M. Parker, Jr.
Pubblicato il
Finestra di beva
2008-2025

Un vino straordinario e un candidato al titolo di miglior vino dell’annata: si tratta di un Lafite classico che mi ha ricordato in qualche modo quello del 1976, sebbene le condizioni dell’annata fossero completamente diverse. Si tratta di un Lafite di medio corpo, dallo stile per eccellenza elegante, con note di trucioli di matita/grafite insieme a ribes nero, prugne e roccia frantumata/minerale. Meravigliosamente puro, denso, con un colore rubino-porpora intenso e ricco di frutta, ben definito e dal finale lungo, è un Lafite Rothschild brillante ed elegante che si sviluppa progressivamente in bocca e presenta più potenza e densità di quanto sembri inizialmente. Maturità prevista: 2008-2025.

Wine Spectator 95/100
Jancis Robinson 17/20
Recensito da
Jancis Robinson
Pubblicato il
Finestra di beva
2020 - 2035

L’estate indiana, questo splendido clima di inizio autunno, ha salvato ancora una volta un’annata che ha suscitato profonde emozioni in noi, appassionati viticoltori. Sapevamo già da maggio che il raccolto non sarebbe stato abbondante, poiché la fioritura era avvenuta in condizioni di freddo e umidità, favorendo un'allegagione scarsa e una maturazione irregolare. Il caldo di giugno ci aveva dato grandi speranze, rapidamente deluse da un luglio e un agosto grigi e piovosi. All'inizio di settembre, quindi, i bordolesi non erano molto fiduciosi. Ma viva l’estate indiana, che ha accompagnato la maturazione finale delle uve in condizioni eccezionali! Questa è stata la nostra prima annata misteriosa, servita alla cieca. Inizialmente avevo indovinato il 2001, soprattutto perché avevo completamente escluso il 2002 dai miei pensieri. Al naso è molto ricco e sfumato; si avverte dapprima un’impressione di inchiostro dolce, seguita da note di frutta dolce e morbida che quasi coprono i tannini percepibili, i quali conferiscono un finale leggermente asciutto. L’acidità è un po’ evidente. Al momento risulta appena un po’ aspro e goffo, e l’equilibrio non è perfetto, ma è comunque ottimo per un 2002!

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